Luce interiore: quella guida che non si spegne mai in te

Luce interiore: quella guida che non si spegne mai in te

Beatrice Lencioni

 

TL;DR

Dentro ognuno di noi esiste una luce interiore che non si spegne, anche quando la vita sembra buia o confusa. In queste righe ti accompagno a riconoscerla, ad ascoltarla e a darle spazio concreto nelle tue scelte quotidiane, nelle relazioni e nei momenti di crisi. Se senti che da solo o da sola fai fatica, un percorso di counseling può diventare quello spazio protetto in cui riaccendere, passo dopo passo, la tua direzione interiore.

C’è una luce che non si spegne mai: imparare ad ascoltare la propria luce interiore

C’è una luce che non si spegne mai.
Quella che vive dentro di te.

 

Forse, mentre leggi, una parte di te pensa: “Sì, bello da sentire, ma io adesso quella luce non la vedo proprio”. Magari stai attraversando un periodo confuso, una scelta difficile, una relazione che non ti somiglia più, oppure ti senti semplicemente svuotato, senza entusiasmo, come se qualcuno avesse abbassato il dimmer della tua vita.

Quella frase – “C’è una luce che non si spegne mai” – non è uno slogan motivazionale. È un promemoria. Un modo per ricordarti che, anche quando fuori è buio, dentro di te resta sempre un punto fermo: una voce, un sentire, una guida che continua a sussurrare, anche se il rumore del mondo a volte la copre.

In questo articolo voglio restare lì con te, in quel punto in cui ti fermi, respiri e, con calma, ricominci a lasciare spazio a quella luce interiore. Non per trasformarti in una versione perfetta di te stesso o di te stessa, ma per tornare a casa.

 

Quando fuori è buio e dentro sembra spento

Ci sono momenti in cui tutto quello che sapevi di te improvvisamente non funziona più.

Succede quando un lavoro che ti definiva ti va stretto, quando una relazione che pensavi “per sempre” si incrina, quando ti ritrovi a fare cose “giuste” agli occhi degli altri ma profondamente sbagliate per il tuo cuore. È in quei momenti che qualcuno arriva in studio a Torino e mi dice:

“Beatrice, mi sento spentə. Non so più cosa voglio. Non so da dove cominciare.”

Spento non significa vuoto. Significa che quella luce è coperta. Da anni di doveri, da sensi di colpa, da “devo” recitati come un mantra, da paure che nessuno ha mai davvero accolto.

La verità è che non possiamo pretendere di sentire la nostra luce interiore mentre corriamo da un impegno all’altro, mentre ci giudichiamo in silenzio o mentre cerchiamo di non disturbare nessuno con il nostro vero sentire. La luce c’è, ma ha bisogno di buio e di quiete per tornare visibile.

A volte il counseling comincia proprio così: con un semplice stop. Un “mi fermo qui, per un’ora, e finalmente ascolto cosa succede dentro”.

 

Che cos’è davvero la luce interiore (e cosa non è)

Quando parlo di luce interiore non intendo qualcosa di magico o perfetto. Non è una voce che ti indica sempre la soluzione giusta, né un “navigatore” che ti evita ogni errore.

La luce interiore è quella parte di te che sa riconoscere ciò che ti fa bene e ciò che ti ferisce. È il tuo sentire più autentico prima che vengano sopra a coprirlo le giustificazioni, le paure, le aspettative degli altri.

Non è la vocina severa che ti dice “devi fare”, quella è spesso il giudice interno che hai imparato crescendo.
Non è neanche l’impulso che ti spinge a scappare da tutto quando hai paura.

La luce interiore è una combinazione di sensazioni corporee, intuizioni, emozioni e pensieri che, quando ti fermi davvero, si allineano e ti dicono: “Ecco, questo sei tu. Questo no.”

Spesso la confondiamo con il rumore della mente. La mente commenta, giudica, analizza. La luce interiore, invece, è più semplice: raramente usa frasi complicate. È un “sì”, un “no”, un “non ancora”. È un nodo in gola che non mente. È un respiro che si apre quando finalmente dici la verità a te stesso o a te stessa.

 

Corpo, emozioni, intuizione: dove si accende quella luce

Una delle prime cose che facciamo in un percorso di counseling olistico è tornare al corpo.

La tua luce interiore non parla solo per concetti: si esprime attraverso sensazioni. Spalle tese quando dici “sto bene, è tutto a posto” ma non ci credi neanche tu; stomaco chiuso quando accetti qualcosa che non vuoi; respiro che torna fluido quando finalmente ti permetti di dire di no.

Ti faccio un esempio.
Immagina una persona che sente da tempo il desiderio di cambiare lavoro, ma continua a ripetersi:

“Devo tenermi stretto quello che ho, con la situazione che c’è in giro.”

Ogni mattina, mentre entra in ufficio, sente il petto chiudersi, come se un peso invisibile si appoggiasse sopra. La sera torna a casa svuotata, senza energie per se stessa o per gli affetti.

La mente dice: “Va tutto bene, resisti”.
La luce interiore dice: “Così stai spegnendo qualcosa di importante per te”.

Quando le persone ricominciano a notare questi segnali – il corpo, le emozioni, le piccole intuizioni che affiorano – è come se qualcuno stesse lentamente alzando il dimmer. La luce non arriva all’improvviso a illuminare tutto, ma torna a essere abbastanza forte da indicare un primo passo.

 

Fermati. Respira. Lasciale spazio per brillare

La frase del post da cui è nato questo articolo è semplice: “Fermati. Respira. Lasciale spazio per brillare.”

Potrebbe sembrare un consiglio banale, ma è un gesto radicale. Fermarsi, oggi, è quasi un atto di ribellione.

Fermarsi significa sospendere, anche solo per qualche minuto, il bisogno di essere produttivi, utili, all’altezza. Significa concedersi il lusso di chiedersi: “Come sto davvero?” senza giudicarsi per la risposta.

Ti propongo un piccolo rituale quotidiano, semplice ma potente. Non è una tecnica magica, è un allenamento alla presenza:

Scegli un momento della giornata in cui puoi stare da solo o da sola per cinque minuti. Può essere al mattino, prima di guardare il telefono, oppure la sera, quando rientri, o persino in pausa pranzo in macchina.
Chiudi gli occhi. Appoggia una mano sul petto o sulla pancia. Porta l’attenzione al respiro senza cambiarlo. Osserva semplicemente l’aria che entra e che esce.
Poi chiediti, in silenzio: “Se la mia luce interiore potesse parlare, cosa mi direbbe adesso?”
Non sforzarti di avere una risposta perfetta. Magari arriva una parola, un’immagine, una sensazione vaga. Non giudicarla. Limìtati a riconoscerla: “Ok, oggi la mia luce mi sta dicendo questo”.

Più ripeti questo gesto, più quella voce smette di sembrare lontana. Diventa familiare. E quando la vita ti mette davanti a una scelta difficile, quel dialogo che hai coltivato dentro di te fa la differenza.

 

Quando la voce interiore fa paura

C’è un passaggio delicato in questo viaggio: quello in cui la tua luce interiore comincia a dirti cose che non ti piacciono.

Magari ti accorgi che in quella relazione da anni ti stai spegnendo, ma non te lo eri mai ammesso fino in fondo.
Oppure ti rendi conto che il modo in cui ti parli – severo, duro, impietoso – è identico alla voce critica che hai conosciuto da bambino o da bambina.
A volte la luce interiore chiede cambiamenti: più confini, più sincerità, più cura verso di te. E questo spaventa.

Molte persone arrivano da me quando questa voce è diventata impossibile da ignorare, ma loro non sanno da che parte cominciare. È qui che il counseling può fare la differenza: non ti dico io cosa devi fare, ma ti accompagno a stare in quel dialogo con te stesso o te stessa senza scappare, trasformando la paura in ascolto.

La luce interiore non è crudele. È esigente, questo sì. Ti chiede verità, coerenza, rispetto di te. E a volte, per proteggerci dal dolore del cambiamento, preferiamo raccontarci storie tranquillizzanti. Eppure, proprio dall’altra parte di quella scomodità, spesso c’è più pace.

 

Spegnersi per gli altri: cosa succede alle relazioni quando tradisci la tua luce

Molti di noi hanno imparato presto a spegnersi un po’ per essere amati.

Abbiamo detto sì quando avremmo voluto dire no, abbiamo sorriso quando avremmo voluto piangere, abbiamo fatto spazio alle esigenze degli altri lasciando le nostre in sala d’attesa. Sembrava l’unico modo per essere accettati, per “non dare problemi”.

Il prezzo?
Col tempo ci si ritrova svuotati, risentiti, lontani da se stessi. Le relazioni diventano sbilanciate: da una parte chi chiede, dall’altra chi regge tutto in silenzio.

La luce interiore, nelle relazioni, si manifesta quando riesci a restare presente a te stesso o te stessa mentre entri in contatto con l’altro.

Non significa diventare egoisti. Significa ricordarti che hai il diritto di esistere con i tuoi bisogni, i tuoi limiti, i tuoi tempi. Significa imparare a dire:

“Ti voglio bene, ma su questo sento che sto andando contro di me.”
“Ho bisogno di fermarmi e capire cosa sento.”
“Non ce la faccio a reggere anche questo, in questo momento.”

Quando rispetti la tua luce interiore, le relazioni cambiano. Alcune si trasformano, altre si allontanano, altre ancora diventano finalmente più autentiche. Può far paura, ma è anche l’unico modo per costruire legami in cui non devi spegnerti per restare.

 

Dare fiducia alla propria direzione: piccoli passi concreti

La tua luce interiore non ti consegna un “piano vita” perfetto. Raramente ti dice cosa accadrà tra cinque anni. Più spesso ti suggerisce il prossimo passo.

A volte è un’azione minuscola: fare quella telefonata che rimandi da mesi, dire una verità che ti pesa sul petto, concederti una giornata per te senza sentirti in colpa, cercare informazioni su un percorso che ti incuriosisce.

Il punto non è la grandezza del gesto, ma la coerenza con ciò che senti. Ogni volta che onori quel sentire, la luce si rafforza. Ogni volta che lo tradisci sistematicamente, si affievolisce. Non perché scompaia, ma perché ti diventa più difficile riconoscerla.

In questo senso, lavorare su di te non è un atto egoista: è un atto di responsabilità. Quando ti allinei di più a ciò che senti, smetti di chiedere agli altri di indovinare continuamente i tuoi bisogni o di colmare vuoti che solo tu puoi guardare.

 

Sul mio sito principale, beatricelencioni.it, racconto vari modi in cui accompagno le persone proprio in questo: trasformare un’intuizione vaga – “non sto più bene così” – in passi concreti nella vita quotidiana.

Quando chiedere aiuto per riaccendere la tua luce interiore

Ci sono momenti in cui, per quanto ti sforzi, quella luce sembra davvero troppo lontana.

Può succedere dopo una separazione dolorosa, una perdita importante, un periodo di forte stress o di ansia che si trascina da tempo. Può succedere quando ti accorgi che hai passato anni a occuparti di tutti tranne che di te.

Chiedere aiuto, in questi casi, non significa ammettere una sconfitta, ma scegliere di non restare da soli nel buio.

Il counseling relazionale e olistico che propongo a Torino e online è uno spazio in cui puoi portare esattamente questo: la fatica di sentirti, la paura di ascoltare davvero quello che c’è, il desiderio di ritrovare una direzione che parta da dentro, non solo dagli “obblighi” esterni.

Insieme possiamo:

  • esplorare con gentilezza cosa copre oggi la tua luce, quali storie ti racconti su di te, quali sensi di colpa ti tengono fermə;
  • imparare ad ascoltare il corpo come bussola emotiva;
  • allenarti a portare quella luce nelle relazioni, senza più spegnerti per non disturbare.

Se senti che è arrivato il momento di fare questo passo, puoi contattarmi attraverso la pagina dedicata ai contatti, oppure prenotare un colloquio gratuito online in cui capire insieme se questo tipo di percorso è adatto a te in questo momento della tua vita.

Se senti che quella frase ti chiama

Magari sei arrivatə qui partendo da un semplice reel, da quella frase:

“C’è una luce che non si spegne mai. Quella che vive dentro di te.”

Se ti ha toccato, forse è perché una parte di te ha riconosciuto qualcosa.

Non hai bisogno di diventare un’altra persona per meritarla.
Non devi fare tutto da solo o da sola.
Non devi “aggiustarti” per poter brillare.

Hai bisogno, piuttosto, di concederti tempo, spazio, cura. Di imparare a fidarti dei piccoli sì e dei piccoli no che nascono dentro di te, anche quando vanno contro l’abitudine o le aspettative degli altri.

La tua direzione nasce da dentro. Sempre.
Io posso camminare accanto a te mentre la ritrovi, passo dopo passo.


Domande frequenti sulla luce interiore

Come faccio a riconoscere la mia luce interiore se mi sento confusə?
Parti dal corpo e dalle piccole sensazioni quotidiane. Nota quando ti senti più leggerə o più pesante, quando il respiro si apre o si chiude, quando una situazione ti svuota o ti nutre. Questi segnali sono spesso i primi messaggi della tua luce interiore. Se la confusione è tanta, uno spazio di ascolto guidato in un percorso di counseling può aiutarti a distinguere meglio la tua voce interna dal rumore dei pensieri ripetitivi.

E se la mia voce interiore mi dice cose scomode o che fanno paura?
È normale che la luce interiore, a volte, porti alla superficie verità che non vorremmo vedere: una relazione che non funziona più, un lavoro che non ci somiglia, un bisogno di confini più chiari. Non sei obbligatə ad agire subito, ma è importante non zittire quella voce. Prenditi tempo per ascoltarla, magari scrivendo ciò che emerge o parlandone con qualcuno di fiducia, in modo da trasformare la paura in consapevolezza.

Luce interiore e spiritualità sono la stessa cosa?
Per alcune persone sì, per altre no. Non è necessario avere un percorso spirituale strutturato per contattare la propria luce interiore. Puoi considerarla semplicemente come il tuo sentire più vero, la parte di te che sa cosa ti fa bene e cosa no. Ognuno può darle il significato che risuona di più: spirituale, emotivo, simbolico. L’importante è che sia un riferimento gentile, non un nuovo giudice.

In che modo un percorso di counseling può aiutarmi a ritrovare la mia luce interiore?
Il counseling ti offre uno spazio protetto, senza giudizio, in cui puoi fermarti, respirare e ascoltare veramente ciò che succede dentro di te. Attraverso il dialogo, esercizi di consapevolezza e uno sguardo relazionale, puoi imparare a riconoscere i copioni che ti spengono, a dare valore ai tuoi bisogni e a trasformare ciò che senti in scelte più coerenti con chi sei. Se vuoi, puoi leggere di più sul mio modo di lavorare direttamente sul sito beatricelencioni.it.

 

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