Crisi di coppia dopo le vacanze: quando il rientro fa emergere ciò che avevamo lasciato in sospeso
Beatrice LencioniCondividi
Beatrice Lencioni · Counselor Relazionale a Torino e online
Le valigie sono ancora mezzo aperte.
C'è una lavatrice che gira, qualche fotografia delle vacanze nel telefono, le prime email da recuperare e quella sensazione un po' strana che accompagna il ritorno: fino a pochi giorni fa eravate altrove, adesso siete di nuovo dentro gli orari, gli impegni, la spesa, il lavoro, le responsabilità.
E magari proprio adesso cominciate a discutere.
Per una cosa piccola. Un tono. Una risposta. Chi deve fare cosa. Chi si è dimenticato qualcosa. Chi sembra già assorbito dalla propria vita.
Se stai vivendo una crisi di coppia dopo le vacanze, potresti chiederti come sia possibile che tutto sembri essersi complicato proprio al rientro.
Eppure una possibilità è che il ritorno non abbia creato quello che senti.
Forse le vacanze non hanno creato la distanza. Hanno semplicemente tolto per qualche giorno il rumore che impediva di sentirla.
Perché durante le vacanze cambiano gli equilibri della coppia
Durante l'anno molte coppie vivono soprattutto attraverso una struttura.
Sveglia. Lavoro. Figli, se ci sono. Impegni. Cena. Telefonate. Commissioni. Stanchezza. Fine settimana che spesso servono più a recuperare ciò che è rimasto indietro che a incontrarsi davvero.
Questa struttura può essere faticosa, ma ha anche una funzione: riempie gli spazi.
In vacanza alcuni di quegli spazi improvvisamente si aprono.
Si passa più tempo insieme. Ci sono meno scuse organizzative per rimandare una conversazione. Le abitudini cambiano. A volte emerge più leggerezza e ci si ritrova. Altre volte ci si accorge che, tolta la gestione quotidiana, non sappiamo più bene cosa dirci.
Non significa che la vacanza abbia "messo alla prova" la relazione come fosse un esame da superare.
Può semplicemente averla resa più visibile.
Ci sono coppie che scoprono di stare ancora molto bene insieme quando finalmente hanno tempo. Altre sentono con maggiore chiarezza una distanza che durante l'anno veniva coperta dagli impegni. Altre ancora alternano entrambe le esperienze: momenti bellissimi e discussioni che sembrano arrivare dal nulla.
E invece, spesso, proprio dal nulla non arrivano.
Coppia dopo le vacanze: cosa succede quando torna la quotidianità
Il rientro dalle vacanze rimette ciascuno dentro i propri ruoli.
Si torna a essere partner, ma anche lavoratori, genitori, figli, persone con scadenze, preoccupazioni, responsabilità e poco tempo.
E proprio questo passaggio può creare uno strano effetto.
Durante le vacanze magari avevate ricominciato a parlare. A toccarvi di più. A ridere. A fare cose insieme. Oppure avevate evitato alcuni temi perché, tutto sommato, non volevate rovinare quei giorni.
Poi tornate.
E ciò che era stato momentaneamente alleggerito torna a chiedere spazio.
Quella conversazione rimandata. La distribuzione delle responsabilità. Il poco tempo insieme. Una decisione che nessuno vuole prendere. Il sentirsi poco considerati. Una vicinanza fisica o affettiva che non è più quella di prima.
Il rientro vacanze nella coppia può diventare così una specie di lente di ingrandimento: non inventa necessariamente qualcosa di nuovo, ma rende più evidente il contrasto tra ciò che abbiamo vissuto per qualche giorno e ciò a cui stiamo tornando.
Non sempre una difficoltà significa che la relazione è finita
Una fase di distanza, irritazione o conflitto non racconta automaticamente il destino di una coppia.
Può raccontare che qualcosa chiede attenzione. Che un equilibrio non funziona più come prima. Che ci sono parole rimaste in sospeso. O che due persone stanno attraversando un cambiamento e non hanno ancora trovato un nuovo modo di stare insieme.
Prima di trasformare una fase difficile in una sentenza sulla relazione, può essere utile capire che cosa sta cercando di dirvi questa fase.
Perché alcune coppie iniziano a litigare dopo le vacanze?
Non tutte le coppie litigano durante le ferie.
Alcune stanno apparentemente benissimo e cominciano a discutere una volta tornate a casa.
Può accadere perché in vacanza abbiamo una maggiore disponibilità reciproca: meno orari, meno pressioni organizzative, più occasioni per stare vicini. Quando quella disponibilità scompare, il cambiamento può essere percepito con forza.
Uno può pensare: «Eravamo così bene fino a tre giorni fa. Perché adesso sembri già lontano?»
L'altra persona potrebbe invece vivere il ritorno semplicemente come un rientro nei propri ritmi.
Ed eccoci lì.
Uno cerca vicinanza.
L'altro sente pressione.
Uno insiste.
L'altro si difende.
A quel punto non state più parlando della lavatrice, del telefono o dell'orario in cui siete tornati a casa.
State parlando, senza riuscire a dirvelo, di quanto spazio sentite di avere nella vita dell'altra persona.
Se questo meccanismo ti suona familiare, può esserti utile anche l'approfondimento su cosa accade quando hai un partner sempre sulla difensiva oppure quello dedicato a come comunicare in coppia senza litigare sempre.
Silenzi, irritazione e aspettative che non ci siamo detti
Le aspettative hanno una caratteristica curiosa: possono essere chiarissime per noi e completamente invisibili all'altra persona.
Magari pensavi che la vacanza sarebbe servita a ritrovarvi.
Che avreste parlato.
Che sareste tornati più vicini.
Che quel viaggio avrebbe rimesso qualcosa a posto.
Ma se questa aspettativa non è mai stata detta, l'altra persona potrebbe aver vissuto esattamente gli stessi giorni con un significato completamente diverso.
E al rientro può comparire una delusione difficile persino da spiegare:
«Non so cosa mi aspettavo, però pensavo che sarebbe stato diverso.»
A volte l'irritazione nasce proprio lì: tra ciò che desideravamo e ciò che non siamo riusciti a chiedere.
Altre volte invece la vacanza è stata piacevole, ma ci fa sentire ancora più chiaramente quanto ci manchi quella qualità di presenza durante l'anno.
È uno dei motivi per cui sentirsi soli in coppia può essere particolarmente evidente quando si torna alla routine.
Quando non serve stabilire immediatamente chi ha ragione
Quando una coppia entra in una fase di conflitto, è molto facile che la conversazione diventi rapidamente una specie di tribunale domestico.
Chi ha cominciato?
Chi ha esagerato?
Chi non ascolta?
Chi si impegna di più?
Chi ha rovinato la vacanza?
Chi è cambiato?
Capire le responsabilità può certamente essere importante. Ma non sempre è il primo passo più utile.
Perché a volte, mentre cerchiamo di stabilire chi abbia ragione, smettiamo completamente di ascoltare che cosa sta cercando di dire l'altra persona.
Una frase come «Non ci sei mai» potrebbe contenere una richiesta di vicinanza.
«Con te non si può parlare» potrebbe nascondere stanchezza e frustrazione.
«In vacanza stavamo bene, adesso siamo punto e a capo» potrebbe essere il tentativo, magari goffo, di dire: «Quello che avevamo ritrovato mi manca già».
Questo non significa giustificare qualsiasi comportamento.
Significa provare, quando possibile, a guardare anche sotto la superficie della frase.
Se non sai ancora da dove iniziare
Può darsi che tu senta contemporaneamente rabbia, distanza, affetto, dubbi e desiderio di capire. Non è necessario scegliere subito una risposta definitiva.
Puoi usare “Da dove posso partire?” per orientarti partendo da ciò che oggi senti più vicino. È uno spazio breve di orientamento, senza etichette e senza dover avere già tutto chiaro.
Cosa puoi iniziare a osservare nella vostra relazione
Prima di chiederti immediatamente «Dobbiamo lasciarci?» oppure «Come facciamo a tornare come prima?», potresti provare a osservare qualcosa di più piccolo.
Quando è iniziata davvero questa distanza?
È comparsa al ritorno oppure, guardando meglio, era già presente prima?
Che cosa ti è mancato durante le vacanze?
Più presenza? Più leggerezza? Più intimità? Più collaborazione? Più libertà?
Che cosa ti manca adesso?
È la stessa cosa oppure il rientro ha fatto emergere qualcosa di diverso?
Qual è la conversazione che continuate a rimandare?
A volte discutiamo di dieci argomenti diversi pur di non arrivare a quello che conta davvero.
Cosa succede quando provi a parlare?
L'altra persona ascolta? Si difende? Tu alzi il tono? Ti chiudi? Cambiate argomento? Finite sempre nello stesso punto?
Non sono domande per trovare un colpevole.
Servono a capire meglio che cosa accade tra voi.
Come ricominciare a parlarsi dopo un rientro difficile
Ricominciare a parlarsi non significa necessariamente organizzare "la grande conversazione definitiva".
Anzi, quando la tensione è già alta, partire con «Dobbiamo parlare della nostra relazione» può mettere entrambe le persone sulla difensiva prima ancora di cominciare.
Può essere più utile partire da qualcosa di concreto e personale.
Per esempio:
«Mi sono accorto che dal rientro siamo molto più distanti e questa cosa mi pesa.»
Oppure:
«In vacanza ho sentito una vicinanza che mi manca nella nostra quotidianità. Vorrei capire come la vivi tu.»
O ancora:
«Non vorrei cominciare l'ennesima discussione. Vorrei provare a capire che cosa sta succedendo tra noi.»
La differenza può sembrare piccola, ma non lo è.
Dire ciò che senti è diverso dall'annunciare ciò che l'altra persona starebbe facendo male.
E ascoltare la risposta senza preparare immediatamente la difesa o la controaccusa può aprire uno spazio nuovo.
Non sempre ci riuscirete al primo tentativo. Siamo esseri umani, mica centralini svizzeri perfettamente sincronizzati.
Ma anche riuscire a riconoscere il momento in cui la conversazione deraglia può essere già un cambiamento importante.
Perché settembre può rendere più visibili le difficoltà di coppia
La sensazione che il periodo successivo alle vacanze sia delicato per molte relazioni non è soltanto un'impressione stagionale.
Nel 2023 ANSA, riportando dati relativi alle richieste raccolte da ProntoPro, segnalava che nel 2022 settembre era stato il mese con la maggiore concentrazione di ricerche di supporto specialistico per la coppia.
Questo dato non significa che settembre determini una crisi. È più interessante leggerlo come indicazione di un momento dell'anno in cui molte persone decidono di fermarsi e guardare ciò che nella relazione è diventato più difficile ignorare.
Fonte: ANSA, 28 agosto 2023 .
Quando può essere utile parlarne in un percorso di counseling
Non serve aspettare che la relazione sia arrivata a un punto estremo.
Un percorso di counseling relazionale può essere uno spazio in cui rallentare, ascoltare meglio ciò che sta accadendo e provare a uscire dal continuo alternarsi di accusa e difesa.
Nel percorso dedicato alla crisi di coppia, l'obiettivo non è stabilire chi abbia ragione e nemmeno decidere al posto vostro che cosa debba diventare la relazione.
Può essere invece uno spazio per riuscire a dire ciò che, da soli, finite per dirvi sempre nello stesso modo. Per riconoscere ciò che vi allontana. Per capire se esiste ancora una possibilità di incontro e quale direzione desiderate dare alla relazione.
Mi chiamo Beatrice Lencioni e sono una Counselor Relazionale a Torino. Lavoro anche online con persone e coppie in tutta Italia.
Il counseling è un percorso professionale di ascolto, consapevolezza e orientamento. Non sostituisce percorsi psicologici, psicoterapeutici o sanitari quando questi siano necessari.
A volte il rientro non crea una distanza. La rende semplicemente più difficile da ignorare.
E forse non serve decidere oggi che cosa significhi per il futuro della vostra coppia.
Forse il primo passo è più semplice.
Fermarsi abbastanza da riuscire finalmente a vedere ciò che, tra una valigia da disfare e una giornata da ricominciare, continua a chiedere ascolto.
Se al ritorno senti che qualcosa è diventato più difficile da ignorare
Possiamo partire proprio da ciò che oggi fate fatica a dirvi.
Il primo colloquio è gratuito e serve a conoscerci e capire con calma se un percorso di counseling può esservi utile. Gli eventuali colloqui successivi hanno un costo di 60 €.
Domande frequenti sulla crisi di coppia dopo le vacanze
Perché le coppie litigano dopo le vacanze?
Il rientro riporta orari, responsabilità e abitudini che durante le ferie erano cambiate. A volte questo rende più evidenti aspettative, distanze o conversazioni rimaste sospese. Non significa necessariamente che le vacanze abbiano creato la difficoltà.
Una difficoltà dopo le vacanze significa che la relazione è finita?
No. Una fase di conflitto o distanza non determina automaticamente il futuro della relazione. Può essere invece un'occasione per comprendere che cosa è cambiato, che cosa manca e quali aspetti hanno bisogno di maggiore ascolto.
Come ricominciare a parlarsi dopo un periodo difficile?
Può aiutare partire da ciò che senti invece che da ciò che pensi che l'altra persona stia sbagliando. Una frase personale e concreta può aprire più spazio di un'accusa o di una discussione su chi abbia ragione.
Il counseling di coppia può essere utile anche se non vogliamo separarci?
Sì. Un percorso di counseling può essere utile proprio quando una coppia desidera comprendere meglio ciò che sta vivendo, migliorare il dialogo e capire quale direzione abbia senso costruire insieme. Non presuppone una separazione.
È possibile fare incontri online?
Sì. Beatrice Lencioni lavora in presenza a Torino e anche online, quindi è possibile iniziare un percorso di counseling di coppia anche vivendo in altre città italiane.