
Che tipo di legame costruisci nelle relazioni?
Beatrice LencioniCondividi
«Capire come amiamo oggi è il primo passo verso relazioni autentiche e libere dal passato.»
Quando l’infanzia continua a parlare nelle nostre relazioni adulte
Mi capita spesso di incontrare persone che si chiedono: “Perché continuo a ritrovarmi in relazioni difficili?”, oppure: “Perché mi chiudo ogni volta che qualcuno prova ad avvicinarsi?”. Non è sempre semplice trovare una risposta che non suoni come un'accusa o una giustificazione. Eppure, la verità – quella più profonda – è che il nostro modo di stare in relazione non nasce nel presente. Si radica molto prima. Quando eravamo bambini.
La relazione con chi si è preso cura di noi – nel bene o nel male – ha costruito un modello interno, una specie di mappa invisibile che continuiamo a seguire anche oggi, spesso senza rendercene conto. In questo articolo ti porto dentro questa mappa, tra ferite precoci e possibilità di cambiamento. Perché cambiare si può. Ma prima serve capire.
L’impronta invisibile: come si forma uno stile di attaccamento
Crescere accanto a qualcuno che ci ha fatto sentire ascoltati, visti e accolti, crea una base stabile. Come le fondamenta di una casa. Se invece ci è mancata questa esperienza, è possibile che abbiamo sviluppato una forma di difesa. E che oggi, nelle nostre relazioni, mettiamo in campo quella stessa difesa anche se la minaccia non c’è più.
Questo è il cuore della teoria dell’attaccamento. Una teoria che ci riguarda tuttə. La psicologia la studia da decenni, ma qui non serve conoscere tecnicismi: basta osservare la vita reale. Basta pensare a come reagiamo quando ci sentiamo rifiutati, trascurati, soffocati, oppure troppo bisognosi. Quelle reazioni parlano il linguaggio del nostro passato.
I quattro stili principali: uno sguardo dentro
Esistono quattro stili principali di attaccamento, e anche se ognuno di noi è un universo a sé, vale la pena guardarli da vicino. Perché in fondo raccontano storie che si somigliano. E forse, in uno di questi stili, potresti riconoscere anche la tua.
Attaccamento sicuro: sentirsi liberi di amare e lasciarsi amare
Chi ha avuto un'infanzia dove i bisogni emotivi sono stati accolti e ascoltati, cresce con l’idea che le relazioni possono essere un luogo sicuro. Chi ha uno stile sicuro non ha paura di mostrare la propria vulnerabilità, sa affidarsi senza sentirsi debole e accetta la vicinanza dell’altro senza il timore di essere invaso.
In questo tipo di legame si cerca il confronto, si comunica in modo chiaro, si riesce a dire: “Ho bisogno di te”, oppure: “Ora ho bisogno di spazio”, senza che questo venga vissuto come un abbandono.
Ma attenzione: avere uno stile sicuro non significa essere perfetti. Significa saper stare nella relazione con fiducia, anche quando le cose si complicano.
Attaccamento ansioso: quando l’amore diventa bisogno
Se nella tua infanzia hai avuto la sensazione di dover lottare per essere vistə, è possibile che tu abbia sviluppato uno stile ansioso. Magari i tuoi bisogni non venivano ignorati del tutto, ma nemmeno compresi a fondo. Questo ti ha portato a credere che per essere amatə devi meritartelo. Devi fare, dare, occuparti dell’altro.
Nelle relazioni adulte, questo si traduce spesso in paura dell’abbandono, gelosia, bisogno continuo di conferme. A volte, si finisce per essere più concentrati sul timore di perdere l’altro che sulla relazione in sé.
Chi ha uno stile ansioso ha un’autostima altalenante, che dipende molto da come viene trattatə dal partner. C’è fame di amore, ma anche la paura costante che finisca.
Attaccamento evitante: l’intimità fa paura
Chi ha uno stile evitante, spesso ha imparato presto che esprimere i propri sentimenti non porta a nulla. Magari è cresciutə con genitori emotivamente distanti o troppo concentrati su sé stessi. E così ha imparato a fare da solə.
Queste persone appaiono indipendenti, autosufficienti. Ma dietro questa apparenza si nasconde spesso una grande fatica a fidarsi degli altri. Quando qualcuno si avvicina troppo, scatta il bisogno di allontanarsi. Come se la vicinanza emotiva fosse una minaccia.
Chi vive con uno stile evitante può sembrare disinteressato all’amore, ma la verità è che desidera l’intimità, pur non sapendo come starci dentro.
Attaccamento ansioso-evitante: il conflitto interiore
È forse lo stile più complicato da vivere. C’è desiderio di relazione, ma anche terrore di essere feriti. Chi ha questo stile si avvicina e poi scappa, cerca affetto e poi si chiude. È come se due voci opposte convivessero nella stessa persona.
Questo stile nasce spesso in ambienti familiari caotici, dove le figure di riferimento erano imprevedibili, a volte affettuose, altre volte respingenti o addirittura spaventose. In questi casi, l’infanzia non ha offerto alcun punto fermo. E ora, da adulti, diventa difficile fidarsi anche di sé stessə.
Ma si può cambiare?
Sì. E questa è la buona notizia.
Non siamo condannatə a replicare per sempre gli stessi schemi. Anche se lo stile di attaccamento si forma nei primi anni di vita, può trasformarsi. Ma serve un lavoro consapevole, paziente, e spesso accompagnato.
A volte è una relazione sana a farci da specchio, a mostrarci che si può stare insieme in modo diverso. Altre volte è un percorso personale che ci aiuta a riconoscere i nostri schemi automatici e a costruire un modo nuovo di relazionarci. Un cammino in cui iniziamo a fidarci, prima di tutto, di noi stessə.
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Stare bene nelle relazioni è possibile
Ci hanno insegnato tante cose: come si guida un’auto, come si scrive un tema, come si cucina un piatto. Ma nessuno ci ha insegnato davvero a stare in relazione. Eppure, è lì che spesso si gioca gran parte della nostra felicità.
Capire da dove viene il nostro modo di amare non è un esercizio teorico: è un atto di cura verso noi stessə. È il primo passo per rompere quei fili invisibili che ci trattengono, per poterci finalmente sentire liberə di costruire relazioni sane, libere e piene.
Perché ogni legame che scegliamo è anche un modo per riscrivere la nostra storia.