Come costruire una relazione sana: 9 cose che contano davvero
Beatrice LencioniCondividi
Di Beatrice Lencioni — Counselor Relazionale a Torino e online
Pubblicato il 28 agosto 2026 · Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2026
In breve
Una relazione sana non è una relazione senza discussioni, stanchezza o momenti di distanza. È una relazione nella quale due persone possono attraversare le differenze senza trasformarsi in avversari, imparando a comunicare, ascoltarsi, chiedere scusa e rispettarsi anche quando non sono d'accordo.
Non serve essere perfetti. Serve ricordarsi che dall'altra parte non c'è qualcuno da battere: c'è la persona con cui stiamo cercando di costruire qualcosa.
Ci sono frasi sull'amore che, sulla carta, sembrano bellissime.
“Bisogna comunicare.”
“Bisogna venirsi incontro.”
“Bisogna rispettarsi.”
“Bisogna non andare mai a dormire arrabbiati.”
E uno pensa: grazie, mancava solo il manualetto d'istruzioni appeso al frigorifero.
Perché poi arriva la vita vera.
Arriva quella sera in cui sei stanco, l'altra persona dice una cosa nel momento meno opportuno e tu rispondi con quel tono che, diciamocelo, non useresti neanche con l'operatore del call center che telefona durante cena.
Arriva il giorno in cui pensi: “Faccio sempre tutto io”.
Oppure: “Perché devo essere sempre io a cercarlo?”
O ancora: “Le altre coppie sembrano così felici. Noi invece siamo sempre qui a discutere delle stesse cose”.
È lì che una relazione smette di essere un'idea romantica e diventa qualcosa di molto più interessante: un incontro continuo fra due persone diverse.
Due storie. Due modi di reagire. Due sensibilità. Due giornate storte. Due modi, a volte completamente opposti, di chiedere vicinanza.
Costruire una relazione sana non significa riuscire a fare tutto bene. Significa imparare, un po' alla volta, come stare insieme anche quando le cose non sono semplici.
1. Imparare a fermarsi prima di reagire
Ci sono discussioni che nascono da qualcosa di importante.
E poi ce ne sono altre che iniziano perché qualcuno ha lasciato una tazza nel lavandino e, venti minuti dopo, si sta discutendo del Natale del 2017.
Capita.
Quando siamo stanchi, delusi o agitati, non reagiamo soltanto a ciò che sta accadendo in quel momento. A volte arrivano insieme tante cose accumulate.
Per questo una delle capacità più preziose dentro una relazione è riuscire a creare un piccolo spazio tra ciò che sentiamo e ciò che facciamo.
Non significa reprimersi. E neppure diventare improvvisamente il Dalai Lama mentre dentro stiamo bestemmiando in aramaico.
Significa poter dire:
“Questa cosa mi ha fatto arrabbiare. Ne voglio parlare, ma adesso rischio soltanto di ferirti.”
È molto diverso dal lanciare addosso all'altro tutto ciò che sentiamo.
La calma, quando è possibile, non è debolezza. È la possibilità di scegliere come vogliamo stare dentro a quella conversazione.
2. Smettere di confrontare il proprio dietro le quinte con la vetrina degli altri
Apri Instagram.
Una coppia è alle Maldive. Un'altra festeggia quindici anni insieme sotto un tramonto perfetto. Un'altra ancora prepara la pasta ridendo, vestita di lino bianco in una cucina che, evidentemente, nessuno ha mai usato davvero.
Poi guardi la tua relazione.
Lui o lei sta sul divano. Tu stai pensando alla lavatrice. Avete discusso la sera prima perché nessuno aveva comprato il latte.
E per un momento pensi: ma noi dove abbiamo sbagliato?
Da nessuna parte, necessariamente.
Il confronto sui social è quasi sempre impari: confrontiamo la nostra quotidianità completa con una selezione della vita altrui.
Una relazione vera contiene momenti bellissimi, ma anche noia, stanchezza, divergenze, bollette, desiderio, silenzi, vacanze andate male e domeniche in cui non succede assolutamente niente.
Non è meno autentica per questo.
Forse la domanda utile non è:
“Siamo felici quanto loro?”
Ma:
“Come sto io dentro questa relazione? Mi sento ascoltato? Mi sento rispettata? Posso essere me stesso? C'è spazio per entrambi?”
Sono domande molto meno instagrammabili, ma decisamente più interessanti.
3. Il modo in cui dici qualcosa cambia ciò che arriva all'altro
“Te l'avevo detto.”
“Fai come ti pare.”
“Sei sempre il solito.”
“Non capisci mai niente.”
Possiamo avere anche una ragione comprensibile e riuscire comunque a distruggerla con quattro parole.
Il tono non è un dettaglio della comunicazione. È parte della comunicazione.
Dire “Quando succede questa cosa mi sento messo da parte” non ha lo stesso effetto di “Tu te ne freghi sempre di me”.
Il vissuto che c'è dietro potrebbe essere simile, ma nel primo caso sto raccontando qualcosa di me; nel secondo sto emettendo una sentenza sull'altra persona.
Le ricerche sulle relazioni hanno evidenziato quanto modalità come critica personale, disprezzo, atteggiamento difensivo e chiusura possano rendere il conflitto sempre più difficile da attraversare.
La persona davanti a noi continuerà a sentire le nostre parole anche dopo che la discussione sarà finita.
4. Se stai tenendo il punteggio, forse state già giocando contro
“Ieri ho cucinato io.”
“Sì, ma io sabato ho fatto quest'altra cosa.”
“Le ultime tre volte ti ho scritto io.”
“Quando tua madre aveva bisogno io c'ero.”
Ed eccoci lì, tabellone luminoso sopra il letto matrimoniale.
Marco 7 – Francesca 6.
Palla al centro.
In alcune relazioni si crea lentamente una specie di contabilità affettiva.
Io ho fatto questo, quindi tu dovresti fare quello. Io ti ho dato cento, tu mi hai restituito sessantaquattro.
Ma una relazione difficilmente funziona davvero come un 50/50 matematico.
Ci saranno periodi in cui una persona avrà più energia e potrà dare di più. Altri in cui sarà l'altra a sostenere maggiormente la quotidianità.
Questo non significa accettare rapporti stabilmente sbilanciati, nei quali uno dà continuamente e l'altro riceve soltanto.
Significa distinguere tra reciprocità e contabilità.
La reciprocità guarda il tempo lungo. La contabilità controlla ogni scontrino.
5. Discutere è normale. Mancarsi di rispetto non dovrebbe diventarlo
Questa distinzione è fondamentale.
Il conflitto non è necessariamente il contrario dell'amore.
Due persone differenti avranno desideri, opinioni e priorità differenti. A volte discuteranno.
Il punto non è eliminare ogni disaccordo.
Il punto è capire come ci trattiamo mentre siamo in disaccordo.
- Umiliare.
- Insultare.
- Ridicolizzare.
- Sminuire.
- Usare confidenze intime come armi.
- Minacciare continuamente di andarsene.
- Fare volutamente paura.
Sono cose molto diverse dal dire: “Su questo non sono affatto d'accordo con te”.
In una relazione dovrebbe poter esistere uno spazio in cui essere arrabbiati senza distruggersi.
Possiamo alzare una questione senza abbassare l'altra persona.
Possiamo difendere un bisogno senza calpestare quello altrui.
E possiamo persino restare profondamente in disaccordo senza dover stabilire chi sia “quello sbagliato”.
6. Imparare a chiedere scusa prima che intervenga l'orgoglio
A volte sappiamo benissimo di aver esagerato.
Lo sappiamo praticamente tre secondi dopo aver pronunciato la frase.
Ma ormai l'abbiamo detta.
E allora parte quella meravigliosa creatura chiamata orgoglio:
Eh però anche lui...
Eh però lei prima...
Eh, vabbè, se non avesse fatto quella cosa...
Chiedere scusa non significa assumersi ogni responsabilità della relazione.
Significa riconoscere la propria parte.
“Mi dispiace per come ti ho parlato.”
“Quella frase è stata ingiusta.”
“Capisco che ti abbia ferito.”
Sono parole piccole, ma possono avere un peso enorme.
Uno “scusa” pronunciato cento volte senza cambiare mai nulla, naturalmente, perde valore.
La parte interessante viene dopo:
Ho compreso cosa è successo? Posso provare a comportarmi diversamente la prossima volta?
7. Quando l'altro è sotto pressione potrebbe non reagire come reagiresti tu
Una delle fonti più comuni di incomprensione è pensare:
“Se fossi al suo posto, io farei così”.
Appunto. Tu.
Non lui. Non lei.
Ci sono persone che, quando attraversano un momento difficile, hanno bisogno di parlare.
Molto.
Magari parecchio parecchio.
Altre diventano silenziose. Altre ancora hanno bisogno di stare per un po' da sole prima di riuscire a raccontarsi.
Nessuna di queste reazioni, presa isolatamente, ci dice quanto una persona ami.
Può essere utile imparare a conoscere il linguaggio dell'altro nei momenti di tensione.
“Quando sei preoccupato preferisci che ti faccia domande o che aspetti che sia tu a parlarmene?”
Dentro questa domanda c'è qualcosa di prezioso: la curiosità verso il modo in cui funziona l'altro, invece della pretesa che funzioni come noi.
8. Una relazione lunga non significa essere sempre innamorati allo stesso modo
C'è un'immagine dell'amore che rischia di farci sentire fuori posto: l'idea che, se è la persona giusta, dovremmo sentirci sempre innamorati allo stesso modo.
Sempre desiderosi. Sempre vicini. Sempre complici.
Sempre pronti a partire per Parigi con una valigetta e due flute di champagne.
Poi arriva martedì.
Siete stanchi.
Uno ha mal di testa.
L'altro deve finire una cosa di lavoro.
E nessuno ha alcuna intenzione di guardare Parigi neanche su Google Maps.
Una relazione attraversa stagioni.
La vicinanza cambia. Il desiderio cambia. Cambiano il corpo, il lavoro, la famiglia, le preoccupazioni e i bisogni.
Questo non significa accettare passivamente qualsiasi distanza.
Significa però che la continuità di un legame non può essere misurata soltanto dall'intensità dell'innamoramento.
A volte l'amore adulto assomiglia molto meno ai fuochi d'artificio e molto più alla scelta di continuare a esserci, interessarsi, cercarsi e aggiustare le distanze.
Meno cinematografico?
Forse.
Ma parecchio più vero.
9. Proteggere la relazione non significa isolarla
Parlare con un amico quando siamo confusi può essere prezioso.
Avere persone di fiducia intorno a noi è importante.
Ma c'è una differenza tra chiedere uno sguardo esterno e trasformare ogni discussione di coppia in una conferenza stampa.
Quando raccontiamo continuamente ogni dettaglio a familiari e amici, succede una cosa curiosa: noi magari facciamo pace il giorno dopo.
Loro no.
Loro ricordano ancora perfettamente quella cosa terribile successa nel 2022.
Proteggere una relazione significa anche scegliere che cosa appartiene alla coppia e che cosa può uscire fuori.
Naturalmente questo non vale quando ci si sente in pericolo, intimiditi o profondamente svalutati: in quei casi cercare sostegno esterno è importante.
“Sto cercando un confronto oppure sto creando una giuria?”
Sono due cose parecchio diverse.
E se continuiamo a ripetere sempre lo stesso copione?
Ci sono coppie che litigano cento volte apparentemente per cento motivi diversi.
Poi, guardando meglio, sotto c'è quasi sempre una domanda che ritorna.
“Ci sei per me?”
“Posso fidarmi?”
“Mi vuoi ancora?”
“Posso avvicinarmi senza sentirmi invaso?”
“Posso avere il mio spazio senza perderti?”
È qui che può essere interessante parlare, con cautela, di stili di attaccamento.
Non come diagnosi.
E neppure come etichette da appiccicare al partner durante una litigata — “Ecco, sei evitante!” — che, diciamocelo, difficilmente migliorerà la serata.
Piuttosto come una lente attraverso cui osservare alcune tendenze nel modo in cui cerchiamo vicinanza, rassicurazione oppure distanza.
Quando cerchiamo continuamente rassicurazioni
Alcune persone, soprattutto quando percepiscono distanza, possono sentire un bisogno molto forte di conferme.
“Mi ami?”
“Sei arrabbiato?”
“Perché non hai risposto?”
“È cambiato qualcosa?”
Gli studi sull'attaccamento adulto descrivono una dimensione legata alla preoccupazione di essere rifiutati o lasciati, che può tradursi in una maggiore ricerca di vicinanza e rassicurazione nei momenti di incertezza.
Dietro ciò che dall'esterno può sembrare “troppo” potrebbe esserci una domanda molto semplice:
“Posso sentirmi al sicuro qui con te?”
Quando invece sentiamo il bisogno di allontanarci
Altre persone reagiscono alla tensione prendendo distanza.
Parlano meno. Si chiudono. Sentono il bisogno di avere maggiore autonomia proprio quando l'altro vorrebbe più vicinanza.
Anche questo modo di reagire viene osservato negli studi sull'attaccamento adulto: alcune persone, quando sentono una forte pressione relazionale, possono cercare sicurezza attraverso la distanza.
Ed ecco la meravigliosa danza.
Uno si avvicina.
L'altro arretra.
Il primo, vedendolo arretrare, si avvicina ancora di più.
Il secondo si sente ancora più pressato e arretra ulteriormente.
Dopo mezz'ora nessuno ricorda più da cosa fosse iniziata la discussione.
Una prospettiva diversa
Forse non stiamo combattendo l'uno contro l'altra.
Forse stiamo cercando entrambi sicurezza, soltanto in due modi differenti.
Come capire se una relazione è sana?
Non esiste una lista capace di decidere al posto tuo se una relazione sia giusta oppure no.
Però alcune domande possono aiutare a guardarla da più vicino.
- Puoi esprimere ciò che senti senza temere di essere ridicolizzato?
- Puoi dire di no?
- L'altra persona può farlo?
- Quando discutete riuscite, prima o poi, a tornare a parlarvi?
- C'è rispetto anche quando siete arrabbiati?
- Entrambi potete avere amicizie, interessi e spazi personali?
- Gli errori possono essere riconosciuti?
- Le esigenze di entrambi hanno diritto di esistere?
E soprattutto:
Dentro questa relazione senti di poterti essere sempre più te stesso, oppure sempre meno?
Forse è una delle domande più importanti.
Quando il counseling relazionale può offrire uno spazio diverso
A volte sappiamo già molte cose.
Sappiamo che vorremmo comunicare meglio.
Sappiamo che ci sono discussioni che prendono sempre la stessa strada.
Sappiamo persino riconoscere il momento esatto in cui stiamo per entrare nel solito copione.
Eppure ci ritroviamo lì.
Ancora.
Non perché siamo incapaci di amare.
A volte, semplicemente, da dentro una relazione è difficile vedere il disegno completo.
Nel counseling relazionale può crearsi uno spazio in cui rallentare, ascoltare ciò che sta accadendo e riconoscere con maggiore chiarezza bisogni, confini, aspettative e modi di comunicare.
Non si tratta di stabilire chi abbia ragione.
E nemmeno di distribuire voti alla coppia.
Si tratta di provare a comprendere che cosa accade tra due persone, oppure dentro di noi quando entriamo in relazione, e quali possibilità differenti possiamo iniziare a sperimentare.
Se vuoi conoscere meglio il mio modo di lavorare puoi visitare la pagina dedicata al counseling a Torino oppure tornare alla pagina principale di Beatrice Lencioni .
Lavoro come Counselor Relazionale a Torino e anche online con persone adulte che desiderano guardare con maggiore chiarezza ciò che stanno vivendo nelle proprie relazioni.
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Domande frequenti sulle relazioni di coppia
Come si costruisce una relazione sana?
Una relazione sana si costruisce nel tempo attraverso rispetto reciproco, possibilità di comunicare, ascolto, capacità di attraversare i conflitti e disponibilità a riconoscere la propria parte quando qualcosa si rompe. Non richiede perfezione, ma reciprocità.
Litigare significa che una relazione non funziona?
No. Il disaccordo fa parte delle relazioni tra persone differenti. È importante osservare come si litiga: discutere di un comportamento è diverso dall'insultare, umiliare o svalutare l'altra persona.
Perché litighiamo sempre per le stesse cose?
A volte dietro discussioni apparentemente diverse si ripetono bisogni simili: sentirsi ascoltati, considerati, desiderati, rispettati oppure avere sufficiente autonomia. Riconoscere il tema che ritorna può cambiare il modo di affrontare il confronto.
Che differenza c'è tra attaccamento ansioso ed evitante?
Sono espressioni utilizzate negli studi sull'attaccamento adulto per descrivere alcune tendenze relazionali, non identità rigide. In estrema sintesi, alcune persone cercano maggiore rassicurazione quando percepiscono distanza; altre tendono invece ad aumentare la distanza quando sentono troppa pressione o vicinanza.
Bisogna raccontare agli amici le difficoltà della coppia?
Avere persone fidate con cui confrontarsi può essere prezioso. Tuttavia raccontare sistematicamente ogni dettaglio può coinvolgere terze persone nelle dinamiche della coppia. Può essere utile distinguere tra chiedere sostegno e creare schieramenti.
Quando può essere utile rivolgersi a una counselor relazionale?
Può essere utile quando senti di ripetere dinamiche che fai fatica a comprendere, vuoi comunicare con maggiore chiarezza ciò che senti, desideri mettere a fuoco bisogni e confini oppure vuoi osservare con maggiore attenzione il tuo modo di vivere le relazioni.
Approfondimenti
Per chi desidera approfondire alcuni dei temi citati nell'articolo, può essere utile consultare anche il lavoro divulgativo del Gottman Institute sulla comunicazione nei conflitti di coppia e la letteratura scientifica disponibile su attaccamento adulto e relazioni .