Come costruire una relazione sana: 9 cose che contano davvero
Beatrice LencioniCondividi
Beatrice Lencioni · Counselor Relazionale a Torino e online
Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2026
“Faccio sempre tutto io.”
“Perché devo essere sempre io a cercarti?”
“Le altre coppie sembrano così felici. Noi invece discutiamo sempre delle stesse cose.”
Ci sono momenti in cui basta poco perché una relazione sembri improvvisamente molto più faticosa. Una risposta detta con il tono sbagliato. Un messaggio arrivato tardi. Una giornata pesante. Una cosa lasciata a metà che finisce per rappresentarne altre cento.
E così quella che era iniziata come una conversazione sulla cena, sui figli, sui programmi del fine settimana o su chi dovesse fare cosa finisce per diventare una discussione su quanto ci sentiamo ascoltati, considerati, desiderati o importanti.
Se ti stai chiedendo come costruire una relazione sana, forse la prima cosa utile da sapere è che non esiste una coppia che faccia tutto bene, sempre.
Una relazione reale ha giornate belle e giornate storte. Ha vicinanza e bisogno di spazio. Ha entusiasmo e stanchezza. Ha conversazioni riuscite benissimo e altre che, diciamocelo, sarebbe stato meglio rimandare a dopo cena.
Una relazione sana non si riconosce dal fatto che non ci siano mai conflitti. Si riconosce anche da come due persone riescono a trattarsi quando il conflitto arriva.
Una relazione sana non è una relazione perfetta
Questa è forse la parte meno romantica, ma anche una delle più liberatorie.
Stare bene insieme non significa sentirsi innamorati allo stesso modo ogni giorno, essere sempre d'accordo o capirsi al volo senza bisogno di spiegare niente.
Significa piuttosto costruire, nel tempo, un modo di stare nella relazione in cui possano esistere differenze, bisogni personali, momenti di incomprensione e possibilità di tornare a incontrarsi.
La domanda, quindi, non è soltanto: “Quanto litighiamo?”
Può essere molto più utile chiedersi: “Che cosa succede tra noi quando litighiamo?”
1. Fermarsi prima di trasformare una reazione in una battaglia
Ci sono discussioni che iniziano da qualcosa di importante.
E poi ci sono quelle che partono da una tazza lasciata sul tavolo e, venti minuti dopo, stanno già coinvolgendo Natale 2019, tua madre e quella frase detta durante una vacanza al mare.
Può succedere.
Quando siamo stanchi, feriti o irritati, quello che diciamo può contenere molto più di ciò che sta accadendo in quel preciso momento.
Fermarsi non significa far finta che non sia successo nulla e nemmeno ingoiare quello che sentiamo.
Può significare riconoscere:
“Questa cosa mi ha toccato molto e ne voglio parlare. Ma se continuo adesso rischio soltanto di dirti cose che non aiutano nessuno dei due.”
A volte quello spazio di pochi minuti cambia completamente una conversazione.
Non sempre riusciamo a prendercelo. Ma iniziare a riconoscere quando stiamo reagendo e quando invece stiamo davvero comunicando può già modificare molto la comunicazione di coppia.
2. Non confrontare la tua relazione con la vetrina degli altri
Apri i social.
Una coppia è alle Maldive. Un'altra festeggia un anniversario davanti a un tramonto perfetto. Altri preparano insieme la pasta in una cucina immacolata, sorridendo come se nessuno avesse mai litigato per una lavastoviglie caricata male.
Poi guardi casa tua.
Uno sta sul divano, l'altro pensa alle cose da fare e magari la sera prima avete discusso per il latte finito.
Il confronto diventa facilmente ingiusto perché stiamo mettendo accanto la nostra quotidianità completa e la parte scelta della vita degli altri.
Una relazione sana non deve assomigliare a quella di qualcun altro.
Forse le domande più interessanti sono altre:
Mi sento rispettato dentro questa relazione?
Posso dire quello che sento?
Posso essere in disaccordo senza sentirmi ridicolizzato?
C'è spazio per entrambi?
Posso essere me stesso senza dovermi rimpicciolire?
Sono domande meno spettacolari di una foto al tramonto, ma raccontano molto di più.
3. Nella comunicazione di coppia conta anche come diciamo le cose
“Te l'avevo detto.”
“Fai come ti pare.”
“Sei sempre il solito.”
“Con te non si può parlare.”
A volte possiamo avere qualcosa di molto sensato da dire e riuscire comunque a renderlo quasi impossibile da ascoltare.
Il tono fa parte del messaggio.
Dire: “Quando succede questa cosa mi sento lasciato da parte” non equivale a dire: “Tu te ne freghi sempre di me”.
Nel primo caso provo a raccontare ciò che accade dentro di me. Nel secondo trasformo il comportamento dell'altra persona in un giudizio sulla persona stessa.
Se vuoi approfondire questo modo di osservare le relazioni, puoi leggere anche la pagina dedicata al counseling relazionale, dove spiego meglio il tipo di spazio che può offrire un percorso di ascolto e confronto.
4. Come migliorare il rapporto di coppia senza tenere il punteggio
“Ieri ho cucinato io.”
“Sì, ma sabato ho fatto tutto io.”
“Le ultime tre volte sono stato io a cercarti.”
“Quando avevi bisogno c'ero. Tu invece?”
E piano piano sul comodino compare un tabellone immaginario.
Uno a zero. Due a uno. Palla al centro.
La reciprocità è importante, ma non è necessariamente una divisione matematica del cinquanta e cinquanta ogni giorno.
Ci saranno periodi in cui una persona potrà mettere più energia. Altri in cui sarà l'altra ad avere più risorse.
Questo non significa normalizzare una relazione in cui uno dà sempre e l'altro riceve sempre.
Significa distinguere tra reciprocità e contabilità.
La reciprocità guarda la relazione nel tempo. La contabilità affettiva controlla ogni scontrino.
Quando cominciamo a tenere costantemente il punteggio, può valere la pena domandarci che cosa stiamo cercando davvero: equilibrio? Riconoscimento? Gratitudine? Conferma del fatto che anche noi contiamo?
5. Litigare è possibile. Perdere il rispetto è un'altra cosa
Il disaccordo fa parte delle relazioni.
Due persone possono amarsi e avere opinioni completamente differenti su denaro, famiglia, tempo libero, educazione dei figli, amicizie, intimità o futuro.
Il punto non è eliminare tutte le divergenze.
Può essere molto più importante osservare come ci trattiamo mentre siamo in disaccordo.
Insultare, umiliare, ridicolizzare, svalutare o usare confidenze intime per ferire non è la stessa cosa che dire: “Su questo non la penso come te”.
Avere rispetto nella coppia non significa diventare freddi o parlare come due diplomatici durante un vertice internazionale.
Significa poter essere arrabbiati senza dimenticare che davanti abbiamo una persona a cui le nostre parole arriveranno.
Possiamo alzare una questione senza abbassare l'altra persona.
Quando invece una crisi di coppia sembra occupare quasi tutto lo spazio, può essere utile leggere anche come guardare una crisi di coppia con maggiore chiarezza .
6. Chiedere scusa non significa perdere
A volte sappiamo di aver esagerato tre secondi dopo aver finito la frase.
Ma ormai è uscita.
E lì entra in scena l'orgoglio:
“Sì, però anche tu...”
“Se non avessi fatto quella cosa...”
Chiedere scusa non significa attribuirsi tutta la responsabilità di ciò che accade nella relazione.
Significa poter riconoscere la propria parte.
“Mi dispiace per come ti ho parlato.”
“Quella frase è stata ingiusta.”
“Capisco che possa averti ferito.”
Uno “scusa” ripetuto meccanicamente e seguito ogni volta dallo stesso comportamento rischia naturalmente di perdere significato.
Per questo la domanda successiva può essere: “Che cosa posso provare a fare diversamente la prossima volta?”
7. Il partner può vivere la tensione in modo diverso da te
“Se fossi al suo posto, io parlerei.”
“Se fossi al suo posto, avrei bisogno di stare da solo.”
Appunto: tu.
Quando siamo sotto pressione, non tutti cerchiamo la stessa cosa.
Alcune persone hanno bisogno di parlare immediatamente. Altre fanno più fatica a trovare le parole e hanno bisogno di tempo.
Una può desiderare contatto proprio quando l'altra sente il bisogno di avere più spazio.
Non sempre questa differenza racconta quanto ci teniamo. A volte racconta semplicemente come cerchiamo di ritrovare equilibrio quando siamo agitati.
Potrebbe essere utile chiedere:
“Quando sei in difficoltà preferisci che ti faccia domande oppure che aspetti che sia tu ad avvicinarti?”
È una domanda piccola, ma contiene qualcosa di prezioso: la curiosità verso l'altro al posto della pretesa che reagisca esattamente come reagiremmo noi.
8. Una relazione lunga non è innamoramento permanente
C'è un'immagine dell'amore molto affascinante e parecchio impegnativa: se è la persona giusta, dovremmo sentirci sempre innamorati allo stesso modo.
Sempre desiderosi. Sempre complici. Sempre vicini.
Sempre pronti a partire per Parigi con due flute di champagne.
Poi arriva martedì.
Uno è stanco, l'altro ha cose da fare e Parigi non viene nominata neanche per sbaglio.
Una relazione attraversa stagioni.
Cambiano il desiderio, il corpo, il lavoro, la famiglia, le energie, le preoccupazioni e il bisogno di vicinanza.
Questo non significa accettare passivamente qualsiasi distanza.
Significa riconoscere che la qualità di un rapporto non può essere misurata soltanto dall'intensità dell'innamoramento.
A volte un legame si costruisce anche nella capacità di esserci, interessarsi, ritrovarsi e aggiustare la distanza.
Meno cinematografico? Forse.
Più vicino alla vita vera? Parecchio.
9. Proteggere la relazione non significa chiudersi agli altri
Avere amici, familiari o persone di fiducia con cui confrontarsi può essere prezioso.
Ma esiste una differenza tra cercare sostegno e trasformare ogni discussione di coppia in una conferenza stampa.
Noi magari facciamo pace il giorno dopo.
Nostra sorella, il nostro migliore amico o nostro padre potrebbero ricordare ancora perfettamente quella frase del 2022.
Proteggere una relazione può significare anche scegliere cosa condividere, con chi e perché.
Naturalmente, se ci sentiamo intimiditi, profondamente svalutati o temiamo per la nostra sicurezza, cercare sostegno esterno è importante.
Nella quotidianità, invece, una domanda utile può essere:
“Sto cercando uno sguardo che mi aiuti a capire oppure sto cercando qualcuno che stabilisca chi ha ragione?”
Attaccamento ansioso ed evitante: una lente, non un'etichetta
Quando una coppia ripete più volte lo stesso copione, può comparire una dinamica simile:
una persona cerca sempre più vicinanza e l'altra prende sempre più distanza.
Più una insiste, più l'altra arretra.
Più l'altra arretra, più la prima sente il bisogno di avvicinarsi.
Quando si parla di attaccamento ansioso e attaccamento evitante, queste parole possono essere utilizzate come chiavi divulgative per comprendere alcune tendenze relazionali.
Non sono etichette con cui definire una persona una volta per tutte.
In alcuni momenti, qualcuno può cercare molte rassicurazioni quando percepisce distanza:
“Mi ami ancora?”
“Perché non hai risposto?”
“È cambiato qualcosa?”
Qualcun altro, quando sente molta intensità o pressione, può invece cercare sollievo prendendosi spazio.
Guardare questo movimento senza trasformarlo immediatamente in una colpa può aprire una prospettiva differente:
Forse non state cercando due cose opposte
Potrebbe accadere che entrambi stiate cercando maggiore sicurezza nella relazione, ma attraverso strade differenti.
Cosa puoi iniziare a osservare nella tua relazione
Se vuoi capire come migliorare il rapporto di coppia, non serve partire da nove regole da applicare tutte insieme.
Potresti iniziare semplicemente osservando ciò che accade tra voi.
- Quando discutete, cercate ancora di capirvi oppure iniziate a dimostrare chi ha ragione?
- Riesci a raccontare ciò che senti senza trasformarlo immediatamente in un'accusa?
- Quando l'altra persona prende spazio, cosa immagini che significhi?
- Quando cerchi vicinanza, riesci a spiegare di che cosa avresti davvero bisogno?
- Nella relazione c'è spazio per due persone differenti oppure uno dei due deve continuamente adattarsi?
- Dopo uno scontro sapete, prima o poi, tornare l'uno verso l'altro?
E forse c'è una domanda ancora più semplice:
Dentro questa relazione riesco a essere sempre più me stesso, oppure sento di dover diventare sempre più piccolo?
Se senti che ci sono molti fili intrecciati e non sai ancora quale riguardi davvero ciò che stai vivendo, puoi usare “Da dove posso partire?” come piccolo spazio gratuito di orientamento.
Non serve avere già una definizione precisa di ciò che senti. A volte si parte proprio dalla confusione.
Quando può essere utile parlarne in un percorso di counseling
A volte sappiamo già che vorremmo comunicare diversamente.
Riconosciamo perfino il momento in cui una conversazione sta per riprendere la solita direzione.
Eppure, quando siamo dentro la relazione, può essere difficile osservare contemporaneamente ciò che proviamo, quello che fa l'altra persona e il movimento che si crea tra noi.
Un percorso di counseling relazionale può offrire uno spazio di ascolto e confronto in cui rallentare e guardare con maggiore chiarezza bisogni, confini, aspettative, modalità di comunicazione e scelte possibili.
Non serve per stabilire chi abbia ragione e non sostituisce percorsi psicologici, psicoterapeutici o sanitari quando questi siano necessari.
Sono Beatrice Lencioni, Counselor Relazionale a Torino, e lavoro anche online. Nella pagina dedicata al counseling a Torino trovi maggiori informazioni sul mio modo di lavorare.
Se sai già che preferiresti portare ciò che stai vivendo in uno spazio di confronto, puoi anche leggere come funziona il primo colloquio con Beatrice. Il costo del singolo colloquio di counseling è di 60 €.
Forse una relazione sana comincia da qui
Non dal non litigare.
Non dal fare sempre tutto nel modo giusto.
E nemmeno dal sentirsi innamorati ogni giorno con la stessa intensità.
Forse comincia dalla possibilità di ricordarsi, anche nei momenti difficili, che dall'altra parte non c'è un avversario.
C'è una persona con una storia, dei bisogni, delle paure, dei limiti e un modo proprio di cercare vicinanza.
E lo stesso vale per te.
Non serve sistemare tutto oggi.
A volte il primo movimento è semplicemente smettere di chiedersi “chi sta sbagliando?” e iniziare a domandarsi:
“Che cosa sta succedendo tra noi?”
Forse da qui puoi iniziare.
Domande frequenti sulla relazione di coppia
Come si costruisce una relazione sana?
Una relazione sana si costruisce nel tempo attraverso rispetto, possibilità di comunicare, reciprocità, ascolto e capacità di attraversare le differenze senza trasformare l'altra persona in un avversario. Non richiede perfezione, ma spazio per entrambi.
Litigare spesso significa che la coppia non funziona?
Non necessariamente. Due persone possono avere divergenze anche frequenti. È utile osservare soprattutto come si trattano durante il conflitto, se riescono a esprimersi senza umiliarsi e se possono tornare a parlarsi dopo uno scontro.
Come si può migliorare la comunicazione di coppia?
Un primo passo può essere descrivere ciò che si prova e ciò di cui si ha bisogno senza trasformare subito il comportamento dell'altra persona in un giudizio. Anche scegliere il momento e il tono della conversazione può fare una grande differenza.
È normale aver bisogno di spazio nella relazione?
Sì, il bisogno di spazio può far parte di una relazione. Le persone non cercano vicinanza nello stesso modo e possono avere tempi differenti. Diventa utile riuscire a comunicare questo bisogno senza usarlo per punire o allontanare intenzionalmente l'altra persona.
Cosa significa tenere il punteggio in una relazione?
Significa trasformare la reciprocità in una contabilità continua: chi ha fatto di più, chi ha cercato l'altro per primo, chi ha dato e chi deve restituire. Osservare questa dinamica può aiutare a capire quale bisogno di riconoscimento o equilibrio si trova sotto il conteggio.
Quando può essere utile il counseling relazionale?
Può essere utile quando desideri comprendere meglio dinamiche che si ripetono, comunicare con maggiore chiarezza, riconoscere bisogni e confini o orientarti rispetto a ciò che stai vivendo nella relazione. Il counseling non sostituisce percorsi psicologici, psicoterapeutici o sanitari.
L’autrice
Beatrice Lencioni
Counselor Relazionale · Costellatrice junior · Trame Familiari
Sono Beatrice Lencioni, Counselor Relazionale a Torino. Accompagno persone e coppie che stanno attraversando momenti di difficoltà relazionale, cambiamento o confusione, offrendo uno spazio di ascolto, consapevolezza e confronto rispettoso dei tempi e dell’unicità di ciascuno.
Nel mio lavoro integro il counseling relazionale con pratiche di consapevolezza e strumenti di crescita personale. Faccio inoltre parte di Trame Familiari , progetto dedicato alle Costellazioni Familiari Sistemiche. Ricevo in presenza a Torino e online.
Professionista ai sensi della Legge n. 4 del 14 gennaio 2013.