sindrome dell'abbandono

Sindrome dell’Abbandono: cos’è, da dove nasce e come si guarisce

Beatrice Lencioni

Cos’è la sindrome dell’abbandono?

La sindrome dell’abbandono è una ferita emotiva profonda, che si manifesta attraverso la paura costante di essere lasciati soli, dimenticati o rifiutati. Non si tratta solo di un timore occasionale, ma di una sensazione pervasiva che può influenzare pensieri, emozioni e comportamenti quotidiani, soprattutto nelle relazioni affettive.

Chi vive questa esperienza spesso ha un bisogno continuo di conferme, teme l’allontanamento dell’altro e può sentirsi vuoto o perso quando non riceve attenzione. Dietro questa sindrome si nasconde, spesso, un'antica ferita legata a esperienze precoci non elaborate.


Quali sono le cause?

La sindrome dell’abbandono ha spesso radici nell’infanzia. Esperienze come:

  • separazioni precoci dai genitori,
  • lutti non elaborati,
  • trascuratezza affettiva,
  • genitori emotivamente assenti o ipercritici,

possono imprimere nell’inconscio la convinzione di “non meritare amore” o di essere “destinati a essere lasciati”.

Anche le relazioni sentimentali successive, soprattutto se caratterizzate da instabilità, tradimenti o rifiuti, possono riattivare questa ferita, alimentandola.

Un’altra chiave di lettura importante è quella dell’attaccamento insicuro: chi ha sviluppato uno stile ansioso o evitante da bambino può facilmente sentirsi minacciato dalla distanza dell’altro, reale o percepita.


I sintomi più comuni

I segnali della sindrome dell’abbandono possono variare, ma alcuni sintomi ricorrenti includono:

  • Ansia relazionale costante
  • Paura irrazionale di essere lasciati
  • Gelosia eccessiva
  • Bisogno continuo di rassicurazioni
  • Tendenza a idealizzare l’altro
  • Autosvalutazione e senso di colpa
  • Difficoltà a restare soli

Chi ne soffre può mettere in atto comportamenti contraddittori: da un lato teme la solitudine, dall’altro può allontanare l’altro per paura di soffrire ancora.


Che impatto ha nelle relazioni?

La sindrome dell’abbandono può condizionare profondamente le relazioni di coppia e i legami affettivi in generale. Spesso si innescano dinamiche tossiche, come:

  • relazioni di dipendenza affettiva;
  • difficoltà a stabilire confini sani;
  • bisogno di controllo o sottomissione;
  • incapacità di fidarsi completamente.

Questi meccanismi non sono segni di debolezza, ma strategie apprese per proteggersi da un dolore percepito come insopportabile.


Sindrome dell’abbandono e dipendenza affettiva: le differenze

Sebbene spesso si intreccino, la sindrome dell’abbandono e la dipendenza affettiva non sono la stessa cosa.

  • La sindrome ha a che fare con una ferita emotiva originaria, che genera ansia e paura dell’abbandono.
  • La dipendenza affettiva è più legata a modelli di comportamento compulsivi, che spingono a legarsi in modo eccessivo all’altro per sentirsi completi.

La prima è la radice, la seconda è una possibile espressione.


Come superare la sindrome dell’abbandono

Tecniche di consapevolezza e mindfulness

Un primo passo per guarire è diventare consapevoli di questa dinamica. La pratica della mindfulness può aiutare a:

  • osservare i pensieri senza giudicarli;
  • riconoscere i bisogni emotivi nascosti;
  • radicarsi nel presente.

Il supporto di un counselor

Il percorso di counseling relazionale è uno strumento efficace per:

  • esplorare la ferita in un ambiente sicuro;
  • comprendere i propri schemi ripetitivi;
  • coltivare autostima e autonomia emotiva;
  • imparare a costruire relazioni sane, basate su autenticità e libertà.

Un counselor non ti dice cosa fare, ma cammina al tuo fianco, aiutandoti a ritrovare fiducia in te stesso e negli altri.

Strumenti pratici per la quotidianità

  • Scrivere un diario delle emozioni
  • Lavorare sulla respirazione consapevole
  • Usare i Fiori di Bach per supporto emozionale (es. Star of Bethlehem o Honeysuckle)
  • Praticare esercizi di "reparenting" interiore: imparare a darsi ciò che si sarebbe voluto ricevere

Domande frequenti sulla sindrome dell’abbandono

La sindrome dell’abbandono si può guarire?
Sì, con consapevolezza, tempo e supporto adeguato è possibile trasformare questa ferita in una risorsa evolutiva.

Riguarda solo l’infanzia?
No. Può nascere in età precoce, ma anche traumi adulti (come separazioni o lutti) possono attivarla.

Counselor o psicologo?
Entrambi i percorsi sono validi. Il counselor lavora sulla crescita personale e sulla gestione delle difficoltà relazionali, senza entrare in ambito clinico.


Conclusione: È possibile guarire

La sindrome dell’abbandono non è una condanna, ma un messaggio dell’anima che chiede ascolto, cura e trasformazione. Non sei solo. Ogni ferita, se accolta con dolcezza e accompagnata con strumenti adeguati, può diventare una via per riscoprire la tua forza interiore.

Se ti riconosci in queste parole e senti il bisogno di essere ascoltato senza giudizio, il counseling può offrirti uno spazio accogliente per iniziare a guarire.

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